venerdì 10 marzo 2017

5. Here's Mud in Yer Eye

Altro ancora by The Old Flynn su The TOF Spot e The Auld Blogge: Mike Flynn's Journal!





Nota del Traduttore: I brani con lo sfondo azzurro sono traduzioni dalla traduzione inglese, non essendo riuscito a rintracciare le fonti in lingua italiana. Chiunque me le fornisse sarebbe di grande aiuto.


Precedentemente sulla Scazzottata...

  1. Per robuste ragioni empiriche per 1400 anni il consenso scientifico era stato che la Terra fosse stazionaria nel punto più basso dei cieli, e i Padri della Chiesa avevano interpretato la Scrittura alla luce di questa Scienza Ufficiale™.
  2. All'inizio del 1600, una serie di scoperte col telescopio fatte quasi contemporaneamente da Harriot, i Fabricii, Marius, Galileo, Scheiner, Lembo, et al., avevano danneggiato irreparabilmente l'astronomia Tolemaica. Ma falsificare Tolomeo non dimostra Copernico. Al tempo il modello Ticonico sembrava l'alternativa migliore. Dopo tutto, se la mobilità della Terra fosse reale, richiederebbe una Fisica completamente nuova, e nessuno l'aveva a portata di mano.
  3. Una scoperta -- le macchie solari -- aveva scatenato una flamewar di proporzioni epiche fra Padre Christoph Scheiner (gesuita), mathematicus di Ingolstadt, e Galileo Galilei, mathematicus-cortigiano del Granduca di Firenze.Questo avrà Nefaste Conseguenze più tardi. 
  4. L'aristotelico duro e puro Lodovico delle Colombe attacca le nuove scoperte con un libello, alcuni filosofi si rifiutano di guardare attraverso il telescopio, altri guardano ma non vedono nulla.(*) Galileo li ignora e li sbeffeggia. Quindi la "Lega" di della Colombe organizza una serie di attacchi, prima da parte di Lorini, poi più clamorosamente da parte di Caccini, infine con una denuncia formale inoltrata da Lorini presso il Sant'Uffizio. L'Uffizio archivia la denuncia senza pregiudizi.
    (*) non vedono nulla.  Hanno ottimi motivi. I primi telescopi non producono buone immagini. 
Dannazione, ancora una volta i nostri piani malefici sono stati sventati!
Nell'episodio di oggi....




Il quartier generale del Sant'Uffizio
20 Marzo 1615.  Il giorno prima che il Sant'Uffizio lasci cadere la denuncia di Lorini, Caccini (vi ricordate di lui?) passa a trovare il Cardinale Michelangelo Seghizzi, Commissario Generale dell'Inquisizione, e testimonia che Firenze è piena di Galileisti, che dicono cose come "Iddio non è altrimente sustanza, accidente", "i miracoli che si dicono fatti da' Santi, non sono veri miracoli" e "Iddio è sensitivo" (a.k.a. "che ride, che piange"NT) (Galileo aveva detto esattamente l'opposto, e indicato i passaggi biblici che mostrano che la Bibbia non è sempre letterale da un punto di vista scientifico). Caccini spara che Galileo "interpretava le scritture in modo che non repugnassero alla sua opinione", e che è in "corrispondenza con altri di Germania"! (Parole in codice per "luterani".  Possiamo dire "Keplero"?) Galileo tiene anche due proposizioni, il moto della Terra e la stazionarietà del Sole, che tutti sanno "esser doctrina contraposita ex diametro alla vera theologia et filosofia [leggi "conoscenza scientifica"]" . L'inquisitore annuisce e chiede, Ha qualche prova di questo?  Me l'ha raccontato Lorini; ha una lettera che dovreste davvero leggere. (L'inquisitore la ha già.) Incalzato, Caccini inizia a battere ritirata.  Ha mai incontrato questo Galileo?  Uh,  no.  Ma altri lo hanno incontrato.  ? Per esempio? Umm. Ferdinando Ximenes O.P. -- più questo Gianozzo Attavanti, che sostiene Galileo.  Li descriva.  Segue descrizioneNT2. Il testimone può andare. (De Santillana, p. 126)
(*) Caccini.  Dopo il famigerato sermone di Tommaso, suo fratello Matteo, che viveva a Roma, gli aveva scritto infuriato (2 Genn. 1615), dicendogli che "la reputazione governa il mondo, et chi fa di queste coglionerie la perde; et in questa vostra scappata non ci è nè ragione divina nè humana che la voglia". 
Nota del Traduttore. Come poi spiegato da Ximenes.
Nota del Traduttore 2. Galileo, dice, "è di età di 60 anni passati".In realtà ne ha 51.
Caccini era a Roma perché suo fratello Matt gli aveva rimediato un posto al convento della Minerva per farlo studiare all'Angelicum, in modo da trascinarlo via da Firenze e dai suoi inciuci con "que' colombi" (la Lega del Pippione). Matt aveva scritto in gennaio al loro fratello maggiore Alex che Tom è "più levaticcio di una foglia e più vuoto di una zucca" e che "lo farò mandare, se bisognerà, fuora d'Italia".
Gradi di Kevin Bacon: Il Caccini più anziano, Alessandro, aveva iniziato la sua carriera negli affari finanziari di Fillippo Salviati, MAPSEO e sponsor di Galileo che sarà uno dei personaggi del Dialogo. A Roma si era dato all'orticoltura ed ha contribuito a plasmare Villa Borghese. 
21 Mar. 1615.  Il cardinale Piero Dini (44) e Giovanni Ciampoli (26) scrivono a Galileo dicendogli di aver tastato il terreno e non aver notato nessuna grande mossa in vista, all'infuori delle solite voci che girano a Roma in qualsiasi momento. Similmente, per loro tramite i cardinali Maffeo Barberini (47) e Francisco del Monte (47) mandano rassicurazioni, come fa il solidale padre Luigi Maraffi, maestro Generale dei Domenicani.(*) Caccini è andato a Roma solo per baccalaurearsi.
(*) Il clan dei Toscani. Tutti e tre, come anche Bellarmino e Galileo, sono Toscani, che devono la fedeltà politica al Granduca. A questo punto solo Bellarmino sa della denuncia di Caccini, che non è ancora in agenda. Non ne può venir fuori nulla.  (Gli interrogatori non saranno finiti fino a novembre.)  Quindi non è che nessuno stia facendo lo gnorri. L'Uffizio lavora sotto stretta riservatezza. Ma c'è una corrente di pregiudizio anti-toscano fra i Romani della Curia. Noi pensiamo che fossero tutti italiani. Loro no. 
Mug-shot di Galileo
23 Mar. 1615.  Galileo ha saputo che il Copernicanesimo potrebbe essere dichiarato accettabile come semplice sistema matematico. Questo potrebbe soddisfare i matematici, ma non Galileo.  Manda una difesa spirituale delle sue opinioni a Dini, respingendo l'idea che il modello Copernicano sia "solo matematica". Include una copia autentica della Lettera a Castelli, ma, visto che era stata scritta in fretta, aggiunge che sta lavorando su una versione estesa come gli aveva consigliato lo stesso Dini. Il Copernicanesimo deve essere accettato in toto (nonostante ancora non ne sia ancora disponibile alcuna dimostrazione soddisfacente!) o respinto in toto. Questa è una linea pericolosa da tracciare, visto che a quel punto l'evidenza empirica è contro di esso, ed infatti il modello è sbagliato.(*)  Ciampoli lo avverte che "non ogn'uno ha il cuore senza passione [...]; chi amplifica, chi tramuta; tal cosa esce di bocca dal primo autore, che tanto sarà trasformata nel divolgarsi, che più non la riconoscerà per sua." Dini e Ciampoli non mostrano questa lettera a giro e suggeriscono a Galileo di non mettere alla prova le fortificazioni nemiche quando ancora non è stata dichiarata alcuna guerra. Ma Galileo non è un pacifista.
(*) ed infatti il modello è sbagliato.  Ricordatevi che il modello Copernicano ha più epicicli di quello Tolemaico, che (per ragioni mistiche) i pianeti si muovevano in perfette circonferenze platoniche, e che il centro di queste circonferenze non era il Sole ma il centro dell'orbita terrestre.  Una vera e propria teoria scientifica non è una semplice, carina e cucciolosa nozione. Potreste ottenere una Terra in movimento anche lanciando una moneta!
Il modello. Notate quanto il modello Copernicano sia più semplice. Ma anche no! Né garantiva predizioni particolarmente più precise per oroscopi e calendari, che erano le due motivazioni della matematica astronomica. I centri delle orbite planetarie del modello Copernicano sono i puntini rossi. Notate che sono a) non tutti gli stessi, b) non il Sole e c) alcuni di essi si muovono su rispettivi epicicli!

2 Aprile 1615.  Il Sant'Uffizio dice all'inquisitore fiorentino -- quello che oggi chiameremmo procuratore -- di interrogare i testimoni tirati in ballo da Caccini. L'inquisitore fiorentino non mostra una grande fretta di farlo. Ximenes è in viaggio e non si trova.  E chi è questo Attavanti? 

12 Apr. 1615.  Il sacerdote carmelitano Paolo Foscarini ha scritto un libro (vedere l'episodio precedente) per difendere il Copernicanesimo e spiegare come le Scritture potrebbero essere lette in modo opposto ai Padri della Chiesa. Nel contesto di quel periodo, questo modo personale di interpretare le Scritture suona pericolosamente simile ad un Martin Lutero, e al cardinale Roberto Bellarmino (adesso 73enne e pieno di acciacchi) tocca ricordargli che non è un teologo, dicendogli inter alia:
Card. Bellarmino
"Dico che quando ci fusse vera demostratione che il Sole stia nel centro del mondo e la Terra nel terzo cielo, e che il sole non circonda la terra, ma la terra circonda il sole allhora bisogneria andar con molta consideratione in esplicare le Scritture che paiono contrarie, e piú tosto dire che non l'intendiamo che dire che sia falso quello che si dimostra. Ma io non crederò che ci sia tal dimostratione, fin che non mi sia mostrata: né è l'istesso dimostrare che supposto ch'il Sole stia nel centro e la Terra nel cielo, si salvino le apparenze, e dimostrare che in verità il Sole stia nel centro e la Terra nel cielo; perché la prima dimostratione credo che ci possa essere, ma della seconda ho grandissimo dubbio, et in caso di dubbio non si dee lasciare la Scrittura Santa esposta da' Santi Padri. " [enfasi aggiunta]  (Lettera a Foscarini)
Notate: "non si dee lasciare la Scrittura Santa esposta da' Santi Padri", non "non si dee lasciare la Scrittura Santa alla lettera". Bellarmino era cosciente che nessun testo si spiega da sé; deve essere interpretato. I Padri avevano letto tutto alla luce di un consenso scientifico schiacciante. Se qualcuno arrivasse mai con, non so, tipo, delle prove empiriche? che la Terra si muove, allora daremo un altro sguardo a come comprendiamo quei passaggi. Nel frattempo, non abbiamo fretta nell'approvare o nel condannare. Bellarmino non conosce Copernico. In realtà pochissime persone in tutta Europa hanno letto Copernico! (Persino molti di coloro che propugnano la geomobilità lo fanno più come reazione verso quello che vedono come rozzo Aristotelismo.) Ma Bellarmino non lo apostrofa come "quel pazzo" come aveva fatto Lutero.

A causa delle nostre ossessioni moderne sembra strano, ma Bellarmino non considerava la matematica astronomica la cosa più importante della sua vita (e non era il solo). 
A questo punto TOF si ferma un attimo a contemplare quella che per l'occhio Moderno è un'ironia affascinante e paradossale. Nella sua Lettera a Foscarini, Bellarmino mostra di comprendere il metodo scientifico meglio di Galileo. Nella sua Lettera a Castelli, Galileo mostra di comprendere l'esegesi biblica meglio di Bellarmino. Misteri della vita.
Nota del Traduttore: Nella lettera Bellarmino prova anche di aver ben chiaro l'argomento della relatività del moto, e la sua risposta grossomodo è, correttamente, Grazie, ma questo non dimostra nulla.


Matt Barberini
Galileo concorda che la Scrittura è ispirata e non ci possono essere due verità. Non vuole che la Chiesa si metta da sola in un vicolo cieco su una questione astronomica. Ma per i suoi amici Bellarmino e cardinale Maffeo Barberini (47) della Congregazione dell'Indice la questione della verità nel caso dei modelli astronomici semplicemente non si pone poiché sono solo strumenti per fare calcoli. Galileo OTOH crede che la Terra si muova davvero. Se ne avesse avuto prova, sarebbe andato tutto bene. Ma non la ha, e (spoiler) non la avrà mai.
TOF si ferma ancora una volta per notare che la vera Rivoluzione Scientifica in astronomia è stata muovere l'astronomia da una branca della matematica ad una branca della fisica. Galileo aveva intuito dal suo studio della Luna che i corpi celesti erano luoghi fisici proprio come la Terra, riguardo i quali è possibile fare scoperte fisiche. Altri studiosi col telescopio stavano raggiungendo la stessa conclusione, ma per la maggior parte della gente il vecchio approccio strumentalista rimane di default, e i modelli cosmologici (siano essi Tolomeo, Copernico o Tycho) rimangono puri mezzi di calcolo. Ergo, la prefazione al libro di Copernico scritta con le migliori intenzioni dal luterano Osiander.  

Nel frattempo.  Keplero viene distratto dall'astronomia dal fatto che quella vecchia pazza di sua madre è stata accusata di stregoneria! 
Ursula Reinbold, una vicina ed ex-MAPSINA di Katharina Kepler, accusa la signora Kepler di averla avvelenata con una pozione magica in seguito ad una disputa di affari. Successivamente nel 1615 il magistrato locale (cugino della Reinbold) si ubriacherà e cercherà di costringere in punta di spada la signora Kepler ad ammettere di essere una strega. La vecchia Kepler quindi intenterà una causa per diffamazione verso la famiglia Reinbold. Dopodichè la situazione finisce fuori controllo. La questione non verrà risolta fino ad ottobre del 1621.  (Christie (2012)  What to do if your mother's a witch)

Nota del Traduttore: Noi Moderni diamo di solito per scontato che l'accusa di stregoneria fosse una farsa nata da paranoia religiosa. Ma come chiaro dai suoi scritti Keplero stesso credeva che sua madre fosse una strega. Dopotutto, questa vendeva pozioni magiche.
Ancora nel frattempo: Il mathematicus olandese Willebrord Snel (famoso per la legge della rifrazione) determina la misura di un grado di arco meridiano utilizzando la triangolazione. Il metodo della triangolazione era stato ideato nel 1533 dal mathematicus Jemme Frisius, che era (felicemente) un frisiano. Questo metodo rendeva possibile, con appropriate misurazioni, determinare accuratamente la distanza fra due posizioni geografiche molto lontane. Una manna dal cielo per le questioni astronomiche. (Christie (2013) Getting the measure of the earth.)
Maggio 1615.  Nei primi di maggio, Foscarini lascia Roma, avendo fatto amicizia col cardinale Giovanni Millini, Segretario del Sant'Uffizio.

16 Maggio 1615. Fiducioso nel fatto che Galileo dimostrerà un po' di autocontrollo, il cardinale Dini gli dice di venire a Roma "e se a Dio piacessi che lei potessi venir qua fra qualche tempo, son sicuro che darebbe gran sodisfatione a tutti, perché intendo che molti Gesuiti in segreto sono della medesima opinione, ancorché taccino". (Ricordate: l'Ordine ha detto ai suoi insegnanti di aderire ad uno stretto Aristotelismo e tenersi alla larga da qualsiasi controversia coi domenicani.)

La corrispondenza di Galileo nei mesi successivi è andata perduta.

 Stichpunkt Filosofico.

Nel suo resoconto De Santillana si ferma a discutere perché gli aristotelici trovassero l'intera questione assurda e sciocca. Nella scienza pagana che gli arabi e i medievali avevano ereditato, l'universo era un po' come un organismo; e così come ogni organo in un organismo ha un suo posto -- qua il cuore, là la milza -- tutto nell'universo ha il suo posto in cui raggiunge la sua totale realizzazione. In un simile universo, il cambio di posizione è solo uno dei tipi di moto. L'ingrandimento, il rimpicciolimento, cambiamenti nelle qualità o nell'aspetto sono tutti moti. Una mela che maturi fino a diventare rossa è in moto. Un cucciolo di tigre che cresce è in moto. È anche un universo in cui le cose 'diventano', dove la parola "realizzazione" ha un significato, mentre in un universo puramente meccanico non ne ha alcuno.
"Questa è l'idea di cui Descartes s'è beffato [...] perché si riserva per presentare dal canto suo la propria definizione, che gli sembra la sola valida [...] Visione di un universo strettamente meccanico, dove non si dà che cambiamento di posizione o configurazione di frammenti di materia, dove non "avviene" effettivamente nulla, ma tutto continua a muoversi secondo una legge inerziale, e ove possibile, in linea retta; per cui anche i viventi diventano in questo Universo nient'altro che automi, a eccezione dell'anima immortale che abita l'uomo. [...]
Si vede così perché doveva sembrare assurdo, a un aristotelico, il voler cercare in questa caduta della materia [inanimata] una chiarezza matematica che si era ben certi di non poter trovare neppure nei processi, assai più significativi, di crescita degli esseri viventi. ."  
(De Santillana, p. 153-156)
La matematica si applica solo a ciò che è statico e realizzato -- come i cristalli di quarzo. Ma il mondo naturale è in moto costante e la matematica non è applicabile al cambiamento.  (Ricordate: l'analisi matematica non esiste ancora. Ci sono solo l'aritmetica e la geometria. Persino Newton organizzerà accuratamente i suoi Principia secondo la forma aristotelica corretta -- con assiomi, geometria euclidea e logica deduttiva -- per assicurarsi che sia vera scientia.  Ciò che sembra ovvio a posteriori non lo è mai in situ.)

OK, l'inquisitore fiorentino adesso ha avuto abbastanza tempo per rintracciare Ximenes e chiamarlo a testimoniare. (Pensate ad una giuria, senza la giuria.) Torniamo all'azione. 
+++
13 Nov. 1615.  Più di sette mesi dopo che gli è stato suggerito, l'Accusa fiorentina finalmente interroga Ximenes, che non perde tempo nel dipingere un quadro a tinte fosche. Sa perché l'abbiamo chiamata? No, Padre. Conosce il dottor Galileo? No, ma lui e i suoi seguaci dicono cose di teologia terribili, terribili. Si spieghi.  Ha detto che la Terra si muove, Dio è un accidente e non esiste sostanza o quantità continua, ma ogni cosa è quantità discreta composta da vacui; che Dio è sensitivo: piange e ride. Quando e dove ha udito queste cose? Da Attavanti, nel monastero di S. Maria Novella. Ma probabilmente non erano le sue opinioni, bensì quelle di questo Galileo. Il testimone può andare. (De Santillana, p. 50)

14 Nov. 1615.  Attavanti viene chiamato e interrogato. Padre Ximenes ed io ci stavamo allenando a disputare le nostre tesi. Io sostenevo la parte avversa. Avevamo preso la parte della Contra Gentes di San Tommaso d'Aquino sugli assoluti, in cui vengono discusse queste questioni, Ximenes ve lo dirà. Quest'altro tipo deve averci origliati e aver frainteso. Un'altra volta, mentre parlavo a Ximenes del moto della Terra, è arrivato dalla stanza accanto urlando che ciò era eretico e che ci avrebbe fatto una predica sopra, come poi ha fatto. Da quanto conosce Caccini? Non sapevo neppure il suo nome fino a più tardi. Conosce Galileo? Sì, abbiamo parlato di queste questioni filosofiche come il moto terrestre. Ma cosa ne sa delle sue posizioni religiose? "Io l’ho per bonissimo Cattolico altrimente non starebbe con questi Serenissimi Prencipi." Il testimone può andare. (De Santillana, p. 131-133)

Le testimonianze vengono mandate a Roma, dove vengono valutate e... scartate in quanto palesi polpette avvelenate. Caccini e Ximenes stanno usando il povero Attavanti. Buona fortuna per la prossima volta, Lega del Pippione!  

TOF nota che quando Attavanti menziona il moto della Terra, l'inquisitore passa oltre e chiede le cose importanti: che mi dice circa Fidem? Per le regole dell'Inquisizione un'accusa deve essere confermata da due testimoni indipendenti, ma ci son cose dette da Caccini che Ximenes non ha ripetuto, e Ximenes ha tirato fuori questioni non presentate da Caccini; per cui l'inquisitore le lascia cadere e chiede ad Attavanti solo riguardo a Dio come accidente (e non sostanza) e Dio come essere sensitivo, le sole due specificate sia da Caccini che Ximenes. Non tira in ballo il moto della Terra, ma lo fa Attavanti en passant. Poiché i procedimenti sono segreti, Galileo non ha idea di esser stato denunciato e che le accuse sono cadute. 

25 Nov. 1615.  Una nota nel fascicolo legge: "Vedere le Lettere sulle macchie solari di detto Galileo." Hmmm. Forse la faccenda non si è proprio del tutto conclusa. La cosa ha risvegliato curiosità.

28 Nov. 1615.  Come cortigiano, Galileo non è autorizzato a lasciare Firenze senza il permesso del Granduca; ma avendo fiutato qualcosa in fermento, Galileo chiede e riceve l'autorizzazione di andare a Roma e difendere la sua reputazione.

5 Dic. 1615.  L'ambasciatore toscano a Roma si preoccupa. "Io non so se [Galileo] sia mutato di dottrina o d'humore: so bene che alcuni frati di San Domenico, che han gran parte nel Santo Offizio, et altri, gli hanno male animo addosso; et questo non è paese da venire a disputare della luna"

10 Dic. 1615 -- 20 Feb. 1616.  Galileo giunge a Roma per la terza volta e si lancia in un giro di feste e ricevimenti -- in cui grazie alla sua feroce arguzia eccelle. I suoi nemici avevano diffuso voci che era in disgrazia a Firenze, ma adesso arriva con la benedizione del Granduca e alloggia in due comode stanze a Villa Medici con "vitto conveniente per lui, uno scrittore, un servitore et una muletta". Il mulo, suppone TOF, aveva una stanza a parte. Ma farsi alleati agli eventi sociali è ben diverso dall'ingraziarsi la gente che conta. È come un politico lodato dalla stampa. Troppo facile diventare più sicuri di sé di quanto permettano le circostanze. 
Slide da Shea & Artigas
"Se non vogliamo fraintendere il contesto storico, dobbiamo tenere a mente che Galileo, che noi celebriamo come il Padre della rivoluzione scientificaNT, era già arrivato ai suoi cinquantatré anni senza aver pubblicato il suo grande libro copernicano che aveva pubblicizzato come imminente nel 1610. La sua reputazione si basava sulle sue scoperte telescopiche, certamente brillanti ma dovute in buona parte alla reperibilità di buone lenti nella Repubblica Veneziana. Aveva visto nuove cose prima e forse un poco meglio di altri, ma questo era dovuto più ad un tubo ottico che ad una qualche padronanza di ottica, di cui sapeva poco. Era indubbiamente uno scrittore versatile ed un oratore divertente, ma i professionisti lo consideravano un dilettante talentuoso quando si parlava di filosofia. Non c'era alcuna indicazione che fosse un insegnante particolarmente bravo, e non teneva proprio lezioni all'Università di Pisa, dove i suoi colleghi si lamentavano che veniva pagato troppo. Oltretutto, non aveva alcuna formazione in teologia. Gli era stato chiesto, molto gentilmente, di provare che la Terra si muoveva per davvero prima di domandare che la Chiesa reinterpretasse le scritture. Invece di dar segno di assecondare la richiesta, era diventato sempre più irritato da quella che gli sembrava testardaggine del mondo accademico. Galileo stava diventando irrequieto e sentiva che avrebbe potuto averla vinta se gli fosse stato permesso di usare la lingua invece della penna. Ecco perché era dovuto andare a Roma. Sentiva che era la sola via onorevole, e credeva che fosse anche nell'interesse della Chiesa. I cardinali Roberto Bellarmino e Maffeo Barberini avevano dichiarato che Copernico aveva proposto la sua teoria come pura speculazione. Ma avevano torto, come Galileo era ansioso di fargli sapere." (Shea & Artigas)


20 Gen. 1616.  "Del Galileo avrebbe gran gusto V. S. Illustrissima se l'udisse discorrere, come fa spesso in mezzo di xv e xx che gli danno assalti crudeli, quando in una casa e quando in un'altra. Ma egli sta fortificato in maniera che si ride di tutti; e sebbene non persuade la novità della sua opinione, convince nondimeno di vanità la maggior parte degli argomenti co' quali gli oppugnatori cercano di atterrarlo. Lunedì in particolare, in casa del Sig. Federigo Ghisilieri, fece pruove maravigliose; e quel che mi piacque in estremo fu, che prima di rispondere alle ragioni contrarie, le amplificava e rinforzava con nuovi fondamenti d'apparenza grandissima, per far poi, nel rovinarle, rimaner più ridicoli gli avversari"  (Lettera: Antonio Querengo ad Alessandro d’Este)

È così che ci si fanno gli amici...


Shea ed Artigas aggiungono: "L'eloquenza di Galileo e le sue repliche brillanti erano un grande intrattenimento nei circoli letterari a cui era ripetutamente invitato, ma gli applausi che vinceva avevano poco a che fare con una comprensione genuina della natura dei dibattiti. La maggior parte delle persone apprezzava la vivacità delle discussioni ma considerava l'intera faccenda come argomento adatto ad un circolo di dibattiti più che ad una seria indagine scientifica." Galileo pensava di fare progressi, ma stava solo intrattenendo i banchetti. Il risultato fu che iniziò ad Attrarre Attenzione.

19 Feb. 1616.  Il Sant'Uffizio decide di sottoporre due proposizioni ad un pannello di 11 esperti:
  1. "Che il Sole sii centro del Mondo, et per consequenza immobile di moto locale."
  2. "Che la Terra non é centro del Mondo, e non é immobile, ma si muove secondo sé Tutta, etiam di Moto diurno" (ovvero la Terra si muove intorno al Sole e ruota anche intorno a sé stessa una volta al giorno.)
22 Feb. 1616.  Tom Caccini fa visita a Galileo e si spreca in scuse smodate ma lascia a Galileo l'impressione di "una mente piena di veleno". È possibile che l'Inquisizione gli abbia detto di andare a scusarsi per l'accusa di grave eresia e blasfemia riguardo alla natura di Dio. E magari per scoprire se Galileo sosteneva ancora quelle assurdità copernicane.

24 Feb. 1616.  Gli esperti ("Qualificatori") si incontrano il 23 e il giorno dopo scrivono le loro raccomandazioni:
  1. L'idea che il Sole sia al centro del mondo e immobile è "stolta e assurda in Filosofia;NT e formalmente eretica, in quanto contraddice espressamente il contenuto delle Sacre Scritture in molti passi, secondo sia il loro senso letterale che l'interpretazione comune che ne viene data dai Santi Padri e dai Teologhi"
  2. L'affermazione che la Terra si muova "riceve la stessa censura in Filosofia; e riguardo alla verità Teologica, è almeno erronea nella fede."
Nota del Traduttore: Nonostante sul processo a Galileo si siano spesi fiumi di inchiostro, solo nel 2014 un ricercatore indipendente si è accorto di questo punto e virgola, dai più riportato come sola virgola. Si veda Little Things Matters - for want of a semicolon
Reminder: La ragione principale per cui il moto terrestre è "assurda in filosofia" è che se la Terra si muovesse ci sarebbe una parallasse stellare visibile, e se la Terra ruotasse sul suo asse ci sarebbero effetti di Coriolis. Non se ne vedeva alcuno, falsificando quindi la teoria che la Terra si muova.  (C'erano anche altre ragioni che sembravano importanti perché nessuno aveva formulato una teoria dell'inerzia e così via.) Possiamo difficilmente incolpare i filosofi naturali più di quanto possiamo incolpare i giuristi del caso Dover per aver dato retta ai biologi.
25 Feb. 1616.  Ma nessun pannello di teologi, nemmeno di quelli che basano le loro decisioni sul Consenso Scientifico™, può dichiarare un'eresia, persino un'eresia formale (cioè eretica nella forma). Il signor cardinale Mellini notifica ai Reverendi Padri, l'Assessore e il Commissario del Sant'Uffizio che la censura dei Qualificatori è stata consegnata, e Sua Santità (Paolo V) ordina che il cardinal Bellarmino convochi a sé il detto Galileo e lo informi del decreto sulle opere eliocentriche (Copernico, Foscarini e de Zuñiga). Se fa resistenza, a Galileo deve essere opposta un'ingiunzione che includa la minaccia di carcerazione. 

Papa Paolo V è incline a dichiarare l'ipotesi contraria alla fede, ma i cardinali Caetani e Maffeo Barberini fronteggiano apertamente il Papa e gli tengono testa con i loro argomenti. Il decreto fa chiara distinzione fra un'ipotesi matematica e un fatto fisico, e solo il secondo deve essere evitato. 

26 Feb. 1616.  Galileo viene chiamato dal cardinal Bellarmino e, in presenza di Michelangelo Seghizzi dei domenicani, del Commissario Generale del Sant'Uffizio e di due ospiti, gli viene data un'anteprima del decreto che sta per essere pubblicato e viene avvertito dell'errore delle sue opinioni, a cui acquievit. E immediatamente dopo, il Commissario tira fuori l'ingiunzione e "fece precetto e ingiunzione a detto Galileo [...] di abbandonare detta opinione, né altrimenti, in qualsiasi modo, di tenerla, insegnarla o difenderla, a voce o per iscritto; che altrimenti si procederebbe contro di lui da parte del Sant'Uffizio. Al quale precetto Galileo acconsentì e promise di obbedire."
Qualcosa non quadra. L'ingiunzione doveva essere presentata solo se Galileo si fosse opposto a Bellarmino, la cui notifica era necessaria ed azione giuridica sufficiente; e Galileo aveva acconsentito. Il Commissario Seghizzi ha premuto il grilletto troppo in fretta. Non ci sono basi legali per la proibizione personale contro il tenere tale opinione "in qualsiasi modo". Il decreto permette la discussione del Copernicanesimo come ipotesi matematica, dato che il libro di Copernico deve essere emendato e non rimosso e basta. Il decreto non menziona Galileo personalmente, e ci si è data la pena di tenerlo fuoriNT. Questo è un incontro privato che precede una pronuncia pubblica da parte dell'Indice, una cortesia fatta a Galileo cosicché non venga colto di sorpresa la prossima settimana.
Nota del Traduttore: A differenza di Copernico, Foscarini e de Zuniga, nemmeno il suo esplicitamente eliocentrico Lettere sulle macchie solari viene toccato dall'Indice.
Quando il Sant'Uffizio emette un'ingiunzione, ci si aspetta che l'accusato la firmi di propria mano, la firma sia autenticata da un notaio e il tutto venga controfirmato dagli Ufficiali.  Invece, abbiamo solo... una trascrizione amministrativa, non firmata, scritta in modo informale. Non vengono citati testimoni ufficiali, ma solo due membri del seguito dei cardinali che non erano qualificati per capire o testimoniare le procedure dell'Inquisizione. Manca una presa d'atto ufficiale dell'ingiunzione nei documenti. L'inquisizione stessa è stata scritta in uno spazio convenientemente vuoto sul retro di un altro documento, e nessuno la menzionerà fino al processo del 1633. De Santillana, non certo un amico della Chiesa, sostiene che questo verbale sia stato falsificato e inserito nel fascicolo solo successivamente.  (De Santillana, pp 266-282)

1 Mar 1616La Congregazione dell'Indice -- cinque Cardinali, compreso Maffeo Barberini -- si incontrano nell'ufficio di Bellarmino.  Raccomandano che le opere che sono stati chiamati a giudicare -- quelle di Copernico, Foscarini e de Zuñiga -- vengano censurate, ma non esattamente nei termini proposti dai Qualificatori.  Dietro richiesta del cardinal Barberini, il Copernicanesimo non viene descritto come “eretico”, ma solo falso e contrario alle Scritture. Mentre il libro di Foscarini deve essere soppresso -- argomenta esplicitamente sulle Scritture -- de Zuñiga e il De Revolutionibus di Copernico verranno soltanto tolti dalla circolazione fino all'aggiunta di adeguate correzioni. Galileo non viene menzionato.  (Shea/Artigas)
Agli occhi di chi l'aveva preparato e approvato, [il decreto] era una prudente decisione per rimuovere dalla pubblica circolazione lavori che avrebbero potuto indurre un lettore incauto a fraintendere la natura della scienza e il ruolo della Scrittura. La Controriforma non incoraggiava discussioni o dibattiti su questioni dottrinali. Il pendolo teologico che i riformatori avevano spinto troppo in là in una direzione veniva ora spinto all'altro estremo, ma anche il più conservatore dei cardinali non avrebbe considerato un decreto della Congregazione dell'Indice come una pronuncia definitiva sulla Fede Cattolica.  (Shea/Artigas)

5 Mar. 1616.  Il decreto dell'Indice viene pubblicato. Castelli, gli amici a Venezia e altrove si prendono la testa fra le mani o colpiscono a capocciate il muro. Fortunatamente, anche se il copernicanesimo non può essere insegnato come fatto, può essere comunque discusso come modello matematico. E Bellarmino ha affermato che se venisse mai prodotta una prova empirica del movimento terrestre, chi di dovere può rivedere le questioni interpretative alla luce delle nuove conoscenze piuttosto "che dire che sia falso quello che si dimostra."

6 Mar. 1616. Galileo scrive a Curzio Picchena, Segretario di Stato di Toscana, che non ha scritto la settimana precedente perché non è successo nulla

Papa Paolo V
11 Mar. 1616.  A Galileo viene concessa un'udienza privata con Paolo V e per tre quarti d'ora lui e il Papa passeggiano per i giardini. Quando Galileo accenna alle azioni dei suoi nemici, il Papa lo rassicura “con dirmi che io vivessi con l'animo riposato”, perché veniva tenuto in tale riguardo da lui e dall'intera Congregazione che non avrebbero ascoltato simili calunnie.

Paolo V Borghese è un despota autoritario, una mente pratica e rigida, e un uomo che "aborrisce belle lettere et questi ingegni, non può sentire queste novità né queste sottigliezze, et ogn'uno cerca d'accomodare il cervello et la natura a quella del  Signore; sì che anco quelli che sanno qualcosa et son curiosi, quando hanno cervello, mostrano tutto il contrario". Non avrebbe mai mostrato un simile favore verso Galileo se il matematico fosse stato sotto un'ingiunzione del Sant'Uffizio.

Galileo resta un po' a Roma perché non vuol far sembrare di essere stato spedito fuori a calci dalla città. Il cardinal Del Monte scrive al Granduca che "ei  si  parte  di  qua  con  sua  intiera reputazione et con laude di tutti quelli che hanno trattato seco, poi che si è toccato con mano quanto a torto era stato calunniato da' suoi nemici", e vuole che Sua Altezza sappia che questi "non siano per desistere da le machine, non havendo per questa via conseguita  la  loro  intentione". Cesi scrive della Lega del Pippione, "Lasciamoli abbaiar in vano". Galileo stesso scrive con gran sicurezza di sé, non come uno che viva nel terrore dell'Inquisizione né qualcuno a cui sia stato proibito anche solo menzionare il Copernicanesimo.

Inoltre ha saputo dal suo amico dai buoni agganci G.F. Buonamici* che la propria Lettera alla Granduchessa, la versione ampliata della sua Lettera a Castelli, ha svolto un ruolo nel compromesso dell'ultim'ora con cui il suo MAPSEO Barberini ha evitato che il Papa agisse in modo sconsiderato! 
(*) amico G.F. Buonamici. Visto il nome, sicuramente i Grandi Scettici di un'era futura sosterranno che sia un personaggio immaginario introdotto nella leggenda. Eppure abbiamo il suo diario. Misteri della vita
20 Apr. 1616.  Stanno circolando rumori che Galileo sia stato convocato a Roma  ed accusato di eresia. Castelli scrive da Pisa di storie che sia abbia segretamente abiurato i suoi errori di fronte al cardinal Bellarmino. Tre giorni dopo, il suo amico Giovanfrancesco Sagredo riporta che lo stesso pettegolezzo è rimbalzato attraverso Venezia.

26 Maggio 1616.  Galileo va da Bellarmino e chiede un certificato che lo liberi da qualsiasi sospetto. Il cardinale lo accontenta volentieri:
Noi Roberto cardinale Bellarmino, havendo inteso che il sig. Galileo Galilei sia calunniato o imputato di havere abiurato in mano nostra, et anco di essere stato per ciò penitenziato di penitenzie salutari, et essendo ricercati della verità, diciamo che il suddetto sig. Galileo non ha abiurato in mano nostra né di altri qua in Roma, né meno in altro luogo che noi sappiamo, alcuna sua opinione o dottrina, né manco ha ricevuto penitenzie salutari né d'altra sorte, ma solo gli è stata denunziata la dichiarazione fatta da Nostro Signore publicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice, nella quale si contiene che la dottrina attribuita al Copernico, che la terra si muova intorno al sole e che il sole stia nel centro del mondo senza muoversi da oriente ad occidente, sia contraria alle Sacre Scritture, e però non si possa difendere né tenere. Et in fede di ciò habbiamo scritta e sottoscritta la presente di nostra propria mano, questo dì 26 di maggio 1616. Il medesimo di sopra, Roberto cardinale Bellarmino

Nota del Traduttore: Questo salvacondotto è un ulteriore motivo per dubitare della presunta ingiunzione a Galileo, che esso contraddice platealmente, tanto che rappresenterà una spina nel fianco del processo del '33.
Galileo ritorna a Firenze ragionando che ne è uscito piuttosto bene. Col memo di Bellarmino nel taschino, si considera libero, come chiunque altro, di discutere il Copernicanesimo come modello matematico, e attende la versione riveduta di Copernico come libro di testo approvato. Le correzioni richiesto sono poche e di poco conto; semplicemente questione di non affermare la realtà fisica come provata. Tutto ciò che deve fare adesso è tirare fuori dal cilindro un libro che dimostri con certezza la realtà fisica del doppio moto della Terra. Ed è qui che incappa in un ostacolo. 

Non ha una simile dimostrazione.

Al che un'opportunità bussò alla porta. 

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Referenze

  1. Bellarmino, Roberto (1615) Lettera a Foscarini
  2. Christie, Thony (2012) What to do if your mother's a witch.
  3. Christie, Thony (2013) Galileo not admitting he was wrong
  4. Christie, Thony (2013) Getting the measure of the earth.
  5. De Santillana, Giorgio. The Crime of Galileo. Chicago: University of Chicago Press, 1955.
  6. The Galilean Library.  Non-Intellectual Contexts.  
  7. The Galileo Project.  Chronology.  
  8. Linder, Douglas.  The Trial of Galileo.
  9. Rowland, Wade. Galileo's Mistake. New York: Arcade Publishing, 2003.
  10. Sant, Joseph (2012). Jesuits and the Early Telescope: Scheiner and Grienberger.
  11. Shea, William R. & Mariano Artigas. Galileo in Rome. Oxford: Oxford University Press, 2003.
  12. Shea, William R. & Mariano Artigas.  The Galileo Affair.  A short summary of #11, with slides.

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